Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, è stato convocato in Questura a Campobasso insieme a un’insegnante di matematica indicata come sua conoscente di lunga data. Il confronto, durato circa sei ore, sarebbe stato disposto dopo versioni ritenute non coincidenti su alcuni aspetti dell’inchiesta. A seguirlo c’erano la procuratrice Elvira Antonelli e il dirigente Marco Graziano. L’insegnante, secondo il servizio televisivo del Tg5 a firma di Alberto Duval, si chiamerebbe Monia e avrebbe avuto una relazione con Di Vita, che potrebbe essere proseguita fino a dicembre. Il marito della donna, inoltre, lavorerebbe come tecnico di laboratorio presso l’Istituto Agrario di Riccia, dove presta servizio anche la moglie. Proprio da alcuni computer della scuola sarebbero partite ricerche sulla ricina. Intanto la Procura ha ascoltato più di cento persone e coinvolto esperti stranieri, compreso il Robert Koch-Institut di Berlino, per esaminare possibili tracce della tossina. I primi risultati sui campioni di Gianni Di Vita e della figlia maggiore Alice sarebbero negativi, ma il documento conclusivo non risulta ancora depositato.
“Era l’amante”. Giallo ricina, svolta cho* poco fa (1 / 2)