che finalmente si infilava a letto, sembrava così esausto che ingoiavo ogni sua lamentela.
Una volta mi sono svegliato e l’ho trovato seduto sul bordo del materasso, con le spalle che tremavano.
“Siamo a corto di personale, tesoro.”
“Ben?”
Si asciugò il viso prima di voltarsi.
“Notte difficile, Chels. Torna a dormire.”
***
Così, quel martedì, dopo averlo visto uscire con il badge dell’ospedale appuntato alla tasca, ho deciso di fargli una sorpresa.
Ho preparato il suo pranzo preferito, ho aggiunto la torta di mele e ho inserito il bigliettino.
“Torna