baita con i piedi disperati. Rimase seduta nell’oscurità per ore, la terra fredda che le penetrava nelle ossa.
Quando Yusha tornò, l’aria sembrava diversa. Il suo odore di fumo di legna ora odorava di inganno bruciato.
“Zainab?” chiese, notando il cambiamento. Posò un piccolo pacchetto sul tavolo: pane, forse, o un po’ di formaggio. “Cosa è successo?”
“Sei sempre stato un mendicante, Yusha?” chiese. La sua voce era vuota, come una canna che fruscia nel vento.
Il silenzio che seguì fu lungo e pesante, carico di cose non dette.
—Te