A rendere particolarmente complicate le indagini è un elemento che gli inquirenti definiscono anomalo: nessuno ha visto l’ultraleggero precipitare. Al momento non risultano elementi certi che confermino con sicurezza un incidente in volo, e questo sta orientando le ricerche su più fronti contemporaneamente.
Come è possibile che un velivolo scompaia lungo una rotta costiera trafficata, senza che nessuno se ne accorga? È la domanda che si stanno ponendo anche gli investigatori, mentre proseguono i controlli su ogni possibile scenario.
Le ricerche tra mare e vegetazione
Le operazioni si concentrano nella zona compresa tra Fiumefreddo e Fuscaldo, nell’alto Tirreno cosentino, dove sarebbe stata agganciata l’ultima posizione nota dei cellulari dei due passeggeri.
Sul campo sono impegnati elicotteri e droni dell’Esercito, insieme alle unità della Guardia Costiera, che stanno perlustrando sia il tratto di mare sia l’entroterra. Fino a questo momento, però, nessun bagnante ha segnalato di aver visto il velivolo ammarare.
Le indagini sono affidate ai Carabinieri di Cosenza e Messina, competenti per territorio sulle due aree coinvolte nella rotta del volo.
Come è scattato l’allarme
La scomparsa è stata segnalata dopo che un amico dei due passeggeri si è rivolto ai Carabinieri di Roma. Parallelamente, i familiari hanno presentato una segnalazione ai militari di Matera. Da quel momento, nessuno sarebbe più riuscito a mettersi in contatto con Angela Buccico e Carlo Arnulfo.
Chi sono Angela Buccico e Carlo Arnulfo
Angela Buccico è figlia dell’avvocato Emilio Nicola Buccico, già senatore della Repubblica e componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura, ed è sorella di Rocco Michele Buccico, attuale vicesindaco di Matera.
Anche lei avvocata, è specializzata in diritto di famiglia e guida lo studio legale fondato dal nonno nel 1947. Carlo Arnulfo, anch’egli avvocato, esercita a Roma occupandosi di diritto della crisi d’impresa.
Al momento resta un punto interrogativo sulla sorte del velivolo: il Tecnam P2008 non è mai arrivato a Sibari e nessuno lo ha visto precipitare. Per questo gli investigatori continuano a battere ogni area possibile, dal mare all’entroterra, nella speranza di trovare un elemento utile a localizzare l’aereo e i suoi occupanti.