parte di questa azienda.” La sua voce da settantunenne, solida e priva di esitazioni, rimbombò tra le pareti di vetro. Alessandro gestiva l’impresa con rigore da oltre quarant’anni; era un uomo severo, eppur mai prima d’ora lo si era visto infangare qualcuno con tale spietata pubblicità.
“Chiedo scusa?” fu tutto ciò che riuscii a formulare. Quando domandai spiegazioni sulla natura
del mio presunto errore, si limitò a fissarmi con sguardo impenetrabile, ripetendo soltanto che non era la sede adatta. La rabbia mi bruciava le guance mentre attorno a me tutti