Una preghiera per Clemente Mastella (1 / 2)

La politica, da sempre, è vista come uno dei massimi terreni di scontro ma c’è chi, in questo momento,  sta fronteggiando una sfida che è molto ma molto più importante.

Parliamo di Clemente Mastella,  attorno al quale si sono stretti in tantissimi, dopo aver appreso della diagnosi di neoplasia.   Messi da parte i dissapori politici, è  questo il tempo  di concentrarsi su ciò  che, per davvero conta.

Parliamo della salute, della vita…  che non hanno prezzo.  Mentre gli utenti  fanno sentire la loro vicinanza, è giunta una notizia proprio su di lui, che ci riga i volti di lacrime.

Tutto era cominciato con poche parole pronunciate da Clemente,  davanti a una comunità raccolta in preghiera, in chiesa. Un momento apparentemente semplice aveva però lasciato intravedere qualcosa di molto più profondo. La sua voce  aveva trasmesso inquietudine, ma anche il desiderio di affidarsi alla fede in una fase particolarmente complessa. In quel momento, tuttavia, mancavano ancora elementi per comprendere fino in fondo la portata di ciò che stava vivendo. Con il passare dei giorni, il quadro si è fatto più chiaro. Quelle frasi non erano soltanto lo sfogo di una persona preoccupata, ma il riflesso di una diagnosi arrivata improvvisamente e capace di scuotere ogni certezza. Le conseguenze psicologiche non sono state leggere: notti insonni, timori e domande sul futuro hanno accompagnato l’inizio di questo percorso. Poi, gradualmente, qualcosa è cambiato.

La paura, racconta oggi Mastella, ha lasciato spazio a una sensazione diversa: la speranza. Non una certezza assoluta, né una garanzia sul futuro, ma la possibilità concreta di guardare avanti. Anche il pensiero della dipartita è comparso nei suoi ragionamenti, senza però diventare un’ossessione. Viene considerato come una tappa inevitabile dell’esistenza, qualcosa da affrontare, quando arriverà il momento, cercando di oltrepassare quella che definisce una vera e propria barriera. A raccontare apertamente questa fase della propria vita è Clemente Mastella, sindaco di Benevento, che in un’intervista a Il Giornale ha ripercorso le settimane successive alla scoperta della malattia. Il riferimento è a un tumore, diagnosticato dopo quell’appello alla preghiera pronunciato il 2 luglio durante le celebrazioni per la Madonna delle Grazie. Mastella ha spiegato di aver vissuto inizialmente momenti durissimi, segnati dalla sorpresa e da molte notti trascorse senza riuscire a dormire. Oggi, però, dice di sentirsi sostenuto dalla speranza. E proprio quella speranza sembra rappresentare il punto centrale del suo racconto. Ai medici, riferisce Mastella, sarebbe stata prospettata anche la possibilità di sconfiggere il  brutto male, pur mantenendo prudenza sulle prospettive. «C’è la speranza di sconfiggere il tumor*», ha raccontato, aggiungendo di non sapere se quelle parole siano state pronunciate anche per incoraggiarlo. Con il suo consueto tono ironico ha affrontato persino il tema dell’aldilà: immagina per sé un posto in purgatorio, «parte alta», scherzando sul fatto che per un politico il paradiso sarebbe quasi impossibile. Sull’inferno, invece, si mostra tranquillo: non ritiene di aver fatto del male e si definisce una persona buona.