Ho aspettato quattro ore l’arrivo dei miei sei figli per il mio sessantesimo compleanno, ma in casa regnava il silenzio, finché un agente di polizia non mi ha consegnato un biglietto che mi ha gelato il sangue.

erano state spente.

“I miei figli avrebbero dovuto essere qui”, mi sentii dire. Il cristianesimo.

Esitò. “Mi dispiace.”

Comunque, avrei dovuto chiamare Mark. Invece, presi il mio cardigan, chiusi la porta per abitudine e salii sull’auto di pattuglia. Il sedile posteriore odorava di disinfettante e di vecchia paura. La portiera si chiude con un clic, facendomi venire la nausea.

L’agente salì al posto di guida e iniziò a guidare.

“Mi dica se mio figlio sta bene.”

“Dove stiamo andando?” chiesi. «Non lontano.»

«Non lontano da dove?»

Lanciò un’occhiata allo specchietto