I suoi occhi erano fissi sul corpo immobile sulla barella di metallo, e il tono della sua voce tremava per l’incertezza… -Ruby

“La stavo osservando e ho notato un’apertura nel suo abito. Sembra che abbia un tatuaggio sulla schiena. Non ne sono sicuro”, rispose, visibilmente turbato.

Foseca, con la serenità di chi ricopre quella posizione da molti anni, incrociò le braccia e rifletté: “È solo una tua impressione, o forse è un tatuaggio?” disse, facendo una breve pausa prima di concludere.

Non tutti intraprendono il cammino della fede fin da giovani. A volte si vive immersi nel mondo, segnati da esso, e solo in seguito ci si dedica alla vita religiosa. Potrebbe essere un ricordo del passato. Niente di strano.

Amilo fece un respiro profondo, guardò il collega e gli chiese qualcosa che forse si era tenuto dentro fin dall’inizio di questo viaggio. «E in tutti questi anni qui, hai mai eseguito un’autopsia o lavorato all’obitorio?» Foseca, che lavorava già in quell’obitorio da oltre un decennio, inarcò le sopracciglia. «A dire il vero, ci ho sognato.»

«Mi ha sorpreso che il delegato abbia mandato il corpo qui.» Sai, quando si esegue un’autopsia è perché c’è il sospetto di un crimine, e l’omicidio è un tentativo di insabbiamento. Mi è sembrato quasi assurdo.